Filosofia di Gyld

Quelli che seguono sono brani tratti dalle opere di vari filosofi, tra i più grandi del mondo di Gyld. Damien Lostsword è senza dubbio il più grande filosofo e pensatore che il Continente abbia mai visto. Le sue opere vengono studiate tuttora da molti eruditi sacerdoti o da maghi interessati alle conoscienze nascoste in esse, oppure da nobili curiosi. Nonostante siano trattati alquanto antichi, essi sono ancora considerati, sotto molti aspetti, attuali.



Importante è la questione su chi deve regnare sul popolo. Perché un uomo dovrebbe seguire le leggi dettate da un altro uomo, se le ritiene ingiuste? Perché un uomo dovrebbe governare su altri se gli altri non vogliono? Per mantenere l'ordine, dicono. E per l'ordine promulgano leggi e impongono tasse, alle quali noi dobbiamo sottostare. Noi, ma non loro. È giusto tutto ciò? No. Perché nessuno può obbligare un uomo a rispettare una legge scritta da un suo pari. Noi uomini siamo infatti tutti pari tra di noi. Chi ci può imporre di essere governati da un padrone che non vogliamo? Noi, il popolo, siamo gli abitanti di questo mondo. Noi, il popolo conosce bene gli affari del mondo. I "potenti" al contrario si interessano solamente dei propri privilegi. E allora dobbiamo ribellarci. Dobbiamo cacciare i potenti, dobbiamo far sì che sia il popolo a governare se stesso, senza altre leggi se non quelle che la natura ha imposto al mondo. Liberiamo la città, e vivremo in pace, in comunanza ed in fratellanza. Non ci saranno più leggi, nessuno governerà sugli altri. Ognuno lavorerà in base alle sue capacità per la comunità e riceverà tutto ciò di cui ha bisogno per condurre una vita dignitosa, abolendo il denaro. Noi saremo una faro, l'esempio che tutte le città del Continente seguiranno per liberarsi. I nobili hanno le armi, ma noi siamo di più. Noi siamo la loro ricchezza, e abbiamo dalla nostra alleati potenti. Persino gli animali, che sono per intelletto inferiori a noi uomini, sono più liberi. Vogliamo dimostrare quindi di essere noi inferiori a loro? Certo che no! Rivoltiamoci alle ingiuste leggi, cacciamo il governo cittadino, instauriamo la comunanza assoluta, in nome della natura!

Da: "dialogo al popolo sul governo" di Jan Bookkeeper,
basato sulla teoria politica di Damien Lostsword,
espressa nell'opera "sulle cose umane"




Bah! Possibile che ai tempi d'oggi ci siano ancora così tante persone che credono nella perfezione degli dei? Lasciate che vi spieghi una cosa, a voi che non siete sul sentiero della conoscenza. Partiamo da un semplicissimo presupposto: la definizione di "perfezione". Perfetto è ciò che ha raggiunto il massimo limite concesso dalla natura, e, da quanto risulta dalla cultura popolare, la perfezione è propria delle divinità. Tutto questo sembra avere una sua logica: gli Dei non possono essere superati perché perfetti. Ma c'è una piccola falla, invisibile agli occhi degli stolti. La perfezione degli Dei include l'onnipotenza, la capacità di fare tutto. Assolutamente tutto, compreso l'aumentare i poteri e il grado di perfezione di chiunque. Persino di loro stessi, e non potrebbe essere altrimenti, oppure l'onnipotenza non sarebbe totale ed essi non sarebbero perfetti. Ma pur potendo aumentare i propri poteri dimostrano di essere imperfetti, non avendo raggiunto ancora il limite massimo. Dopo l'aumento dei propri poteri, o un Dio non può più aumentarli oltre, avendo raggiunto il limite, e perciò è imperfetto perché non è più onnipotente, oppure può aumentarli ancora, e non è perfetto perché non ha raggiunto il limite. Questo procedimento può essere ripetuto all'infinito, e così si dimostra che gli Dei non sono perfetti. Anzi, a ben dire: nulla è perfetto. Non potendo infatti esistere la perfezione neanche per gli esseri onnipotenti, bisogna dedurne che la perfezione non esiste, e quindi non possiamo considerare né gli Dei né noi stessi imperfetti. Questo discorso ha effettivamente dimostrato l'inesistenza di un limite massimo raggiungibile, e di conseguenza l'inesistenza della perfezione. Pare ovvio che negando l'esistenza della perfezione siamo obbligati a negare automaticamente anche quella dell'imperfezione. Per essere giudicati bisogna avere un metro con cui valutarsi, e quel metro, come ho spiegato, non esiste.

Da: "sulle cose naturali" di Damien Lostsword