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La setta dei Chlysty
Per analizzare in maniera più approfondita
il fenomeno dei chlysty (flagello) è necessario considerare in
quale contesto culturale si è formato e da quale substrato a tratto
ispirazione.
La cultura e la tradizioni della Russia moderna ruotano intorno ai parametri
e ai principi cardini dell'impostazione teologica della chiesa ortodossa.
Una chiesa che affonda le sua radici in quella Bizantina e che pur essendone
fortemente ispirata cerca di distaccarsi sempre più da quella di
Roma. Queste due tendenze segneranno durante i secoli una sudditanza culturale
che la chiesa russa non riuscirà mai a superare del tutto. La setta
riesce a sintetizzare, estremizzandole, queste due principali ispirazioni:
da una parte le tradizioni di derivazione greca, tra cui spiccavano i
culti dionisiaci che vedevano come unico modo per riallacciarsi al divino
l'abbandono totale nei piaceri, che assumeva connotati rituali (a causa
della degenerazione di tali culti in rituali prevalentemente orgiastici
dai risvolti sessuali estremamente perversi: furono proibiti sia nella
Roma imperiale che durante il medioevo dalla Chiesa, ma continuarono ad
essere perpetuati da molte comunità dell'Europa orientale e dell'Anatolia).
E dall'altra traendo ispirazione da movimenti ereticali sorti durante
il medioevo noti come Flagellanti o Disciplinanti che individuavano nella
mortificazione del corpo, visto come prigione dell'anima, un mezzo per
elevarsi fino a Dio e espiare il peccato originale e tutte le colpe dell'umanità;
per questi movimenti la giustificazione ai propri atti veniva dalle parole
della Bibbia dove Gesù invitava i propri discepoli a seguire la
sua strada, intesa dai Flagellanti
come emulazione della passione e della morte di Cristo stesso. La setta
dei Chlysty sorge nel XVII secolo nella parte meridionale della Russia
per poi diffondersi a macchia d'olio in tutto l'impero; i primi adepti
fanno parte delle classi più umili e sono spesso guidati da chierici
espulsi dai monasteri ma ben presto si diffonde come una moda tra l'alta
aristocrazia del regno. Nonostante le persecuzioni del XVIII secolo la
setta che ha in Mosca il maggior centro di diffusione si diffonde nelle
regioni del Kazan', Saratov, Orenburg e Tobol'sk raggiungendo all'inizio
del XX secolo i 120 mila adepti. Con Rasputin la setta fece un salto di
qualità: lo straordinario potere accumulato dal monaco fecero sì
che alcuni esponenti di questa setta entrarono a far parte dell'alto clero.
Oltretutto Rasputin ampliò un concetto già fondamentale
per gli aderenti alla setta, arrivando ad affermare che solamente con
un peccato si può scacciarne un altro. In questo modo la vita degli
aderenti era tesa a "peccare", tentando in questo modo di superare
la dannazione del peccato originale.
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