Mistero


È sicuramente riduttivo descrivere Rasputin come un povero contadino che, grazie al suo carisma e alla sua straordinaria personalità riesce ad elevarsi tanto da poter controllare la famiglia reale. Se per un attimo mettiamo da parte il raziocinio e quella smania di poter dimostrare qualunque cosa che tanto segnano i nostri tempi e ci lasciamo avvolgere dalle nebbie della leggenda possiamo, forse, carpire il segreto di questo controverso avventuriero.


La vita di Rasputin è segnata da due esperienze extrasensoriali che lo guidano nella completa realizzazione del proprio ego. L'adolescenza di Rasputin pur caratterizzata da un continuo spirito di ribellione trascorre simile a quella di qualunque abitatore delle fredde steppe siberiane fino a quando una notte gli appare in sogno una donna di straordinaria bellezza avvolta da una luce meravigliosa. La donna misteriosa gli annuncia che il suo compito sarebbe stato quello di insegnare agli uomini una nuova strada da seguire per raggiungere Dio. Per comprendere meglio questa posizione egli avrebbe dovuto abbandonare la sua famiglia i suoi affetti per conoscere il mondo. Così fece e durante il suo pellegrinare venne in contatto con la setta dei chysty che adorava la potenza della madre celeste; il fulcro della setta era il monastero di Verkhoturie dal quale una figura misteriosa e carismatica controllava l'operato dei suoi adepti: l'eremita Makary. Fu così che Rasputin capì quale sarebbe stata la sua strada, decise infatti di diventare monaco.

Dopo quell'incontro, resosi conto di essere dotato di particolari doti taumaturgiche, ipnotiche e divinatorie percorse la Siberia di villaggio in villaggio guarendo uomini e animali, interpretando i sogni e professando la nuova religione. Una fama di santone e di uomo di dio lo precedeva e il monaco chiedeva come controparte ai suoi servizi cibo e denaro. Ma la vita non trascorse tranquilla dovunque andasse Rasputin si portava dietro la fama di monaco oscuro, le sue frequenti intemperanze sessuali (sono rimaste documentate numerose denuncie per stupro) lo costrinsero a ritirarsi per qualche tempo nel suo villaggio. E proprio nel luogo dove la sua nuova esperienza era iniziata ebbe la visione che avrebbe segnato per le sempre il suo destino e quello della Russia intera: un giorno mentre stava arando vide la madre celeste che lo esortava a recarsi a Pietroburgo per vegliare sulla famiglia reale e in particolare sulla cagionevole salute dello zarevic Alessio. Rasputin no si perse d'animo e in breve tempo grazie all'appoggio di alcuni alti prelati della chiesa ortodossa venne in contatto con la famiglia reale, dove rimase fino alla morte.

Alla corte di Nicola II dimostra particolari doti divinatorie riuscendo a descrivere la propria morte e la conseguente fine della dinastia reale. Per riuscire a produrre queste profezie doveva mettersi in contatto con forze della natura; per far ciò si rifugiava nei boschi accompagnato da giovani fanciulle e attraverso balli e atti sessuali riusciva ad entrare in trance.
Quella riportata qui sotto e forse la sua più famosa predizione che gli studiosi moderni considerano riferita a Gorbachov:

"Quando arriverà a Roma l'uomo segnato in fronte le campane della pace suoneranno, ma ben pochi saranno ad accorgersi che chi tira le corde è la morte….Un sottile inganno si prepara per il mondo intero [...] Ho visto piovere sangue sulla Russia e su buona parte dell'Europa...ho visto alcune capitali segnate a lutto... così per Pietroburgo, per Parigi, per Londra e per Roma."

Gli scritti di Rasputin sono però molto vasti e con dei passaggi di difficile comprensione, proprio per questo ritengo sia corretto riportare alcuni frammenti per intero e senza commento, solo così essi potranno dare a ciascuno di noi spunti di riflessione che ci possano far comprendere a pieno il significato della vita……