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Rasputin oggi
 Putin
e Rasputin sono usciti ieri a braccetto dalle nebbie della storia russa.
Già accomunati da una rima baciata (assai sinistra per il presidente
attuale) ora si scopre che il nonno del Putin vivente (Vladimir) potrebbe
aver conosciuto il famoso Rasputin, equivoco consigliere dell'ultimo zar,
Nicola II.
Il monaco siberiano Rasputin fu considerato l'anima nera dei Romanov e
l'amante della zarina Alessandra. Di quel segreto amore tra il santone
e la regina abbiamo avuto recentemente le prove documentali.
E, grazie ad una biografia del presidente in carica, sappiamo che il nonno
dell'attuale "zar", Vladimir Putin, fu nientemeno che il cuoco
personale di Lenin e subito dopo di Stalin, i due leader della Rivoluzione
d'Ottobre, quelli che mandarono a morte la famiglia Romanov, compresa
la zarina, con tutte le sue nostalgie e i peccati d'alcova.
Non
fu soltanto il fascino spirituale di Rasputin a sedurre la zarina, a giudicare
da quanto scrive Alessandra (il 7 dicembre 1914) al suo fidato consigliere:
"Tornerò tra otto giorni. A te sacrifico mio marito e il mio
cuore. Prega e benedici. Baci e affetto, mio caro". E nel 1916, 15
giorni prima che il monaco fosse assassinato, la zarina implorava: "Non
mi hai scritto. Mi sei mancato terribilmente. Vieni presto. Prega per
Nicola. Baci".
Ma resta il mistero su quei documenti: sconosciuti da 80 anni, da cinque
riposavano tra i libri del celebre violoncellista e direttore d'orchestra
russo Mstislav Rostropovich, emigrato a Londra 20 anni fa. Il musicista
sostiene di averli comprati in Europa, a un'asta di Sotheby's, ma Sotheby's
non ne ha trovato traccia nei suoi archivi. 
La relazione tra la moglie dell'imperatore
Nicola II e il santone dai lunghi capelli castani è confermata
anche da una sorta di indagine tra testimoni e cortigiani fatta dai bolscevichi
subito dopo l'assassinio del Casanova di San Pietroburgo, nel 1916.
Il fascicolo di 500 pagine offre uno spaccato sugli ultimi anni dei Romanov
e i fragili equilibri di potere prima della rivoluzione del 1917.
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