Non dimentichiamoci che:

-Il sito è stato interamente realizzato da Noein.

-Tutti i diritti delle opere qui citate appartengono ai rispettivi autori e che questo sito web non è stato creato per conseguire alcun scopo di lucro.

-Ultimo (ma non per importanza), il sito fa parte del progetto

 

 

Manga e OAV

La vicenda editoriale -  3x3 occhi fa la sua comparsa in Italia  nel Luglio del 1992 sulle pagine (e sulla copertina) della mitica rivista “Kappa Magazine” insieme a manga ormai “cult” come “Squadra Speciale Ghost” di Masamune Shirow e Oh Mia Dea di Kosuke Fujishima. La pubblicazione continua fino al Maggio del 1994, e dal Luglio dello stesso anno verrà spostata  sul mensile “Young” (“Young Magazine” è anche il nome della rivista giapponese pubblicata dalla casa editrice “Kodansha”) Il primo numero di Kappa magazine
Il primo numero di Young sulle cui pagine comincio’ a essere pubblicato 3x3), rivista sempre curata dai Kappa boys e sempre edita dalla Star Comics. Su “Young” il manga di Yuzo Takada può godere di uno spazio più ampio rispetto a quello riservato su “Kappa magazine”. Infatti, almeno nei primi otto numeri, “Young” viene presentata come una rivista a carattere monografico, cioè sulle sue pagine viene pubblicato esclusivamente 3x3 occhi, solo in un secondo tempo gli verrà affiancato “Seraphic Feather” prima e “Rayearth” poi. A partire dal Dicembre del 1996, cioè con l’inizio
della quarta serie di 3x3 occhi, la sua pubblicazione viene nuovamente spostata, stavolta su “Storie di Kappa”, ed è da allora che la quarta serie del manga intitolata “Trinetra” continua a essere pubblicata in maniera irregolare su questo mensile della “Star Comics”. Il primo numero di Trinetra
La copertina del primo OAV Gli O.A.V. -  Vista la popolarità raggiunta dal manga di Takada, non poteva mancare la realizzazione di alcuni OAV con i quali provare a trasferire questo enorme successo anche nel mercato dell’home video. Di OAV ne sono stati realizzati  fino ad adesso sette in due riprese, prima quattro da 30 minuti ciascuno, e poi tre da 45 minuti. Nei primi quattro OAV il ritmo della storia è piuttosto convulso, lo svolgimento degli eventi infatti risente del tentativo di concentrare in
circa 120 minuti, tutto quello che è avvenuto durante tutta la prima serie del manga, e ciò naturalmente ha comportato la nascita di alcuni punti di distacco dalla storia originale. I restanti tre OAV invece hanno un ritmo un pò piuù pacato, per cui gli avvenimenti scorrono in maniera decisamente più fluida, e presentano inoltre un character design a mio avviso migliorato anche se (come per i primi quattro) sempre lontano dallo stile di Takada. Tutti e sette gli OAV sono comunque accumunati da musiche decisamente molto belle e coinvolgenti che rendono ancora piu’ piacevole la fruizione degli stessi.