Ghost in the Shell
Lo Spirito nel Guscio

Il manga

Prima che cominciate a leggere mi sento in dovere di fare una precisazione, scrivere in maniera corretta ed esauriente su di un manga come “Ghost in the Shell” e’ un impresa piuttosto ardua, per cui non lamentatevi eccessivamente se quello che leggerete vi sembrera’ insufficiente o incompleto.  

Il manga “Ghost in the Shell” (in giapponese Kokaku Kidotai) fa la sua comparsa in Italia con il titolo “Squadra Speciale Ghost” nel Luglio del ‘92 sulla rivista Kappa Magazine edita dalla Star Comics, sulla pagina iniziale del manga sono riportate le seguenti parole

“Nonostante tutto il pianeta sia coperto dal complesso commerciale e dalle luci ad elettroni che ruotano vorticosamente, questo prossimo futuro non si e’ ancora informatizzato tanto da far scomparire popoli e nazioni.”

Questa introduzione altro non e’, che una finestra che si apre sull’anno 2029 descritto da Masamune Shirow, e che ci offre la vista di un mondo in cui il “progresso” ha ormai raggiunto l’esasperazione, tant’e’ vero che poco piu’ in basso leggiamo “In un angolo dell’asia giace uno strano ammasso di imprese: il Giappone”. E’ questo lo scenario sul quale si svolgono le vite del maggiore Motoko Kusanagi e dei suoi uomini, i membri della squadra speciale appartenenti alla nona sezione della polizia. Anche se il titolo italiano del manga “Squadra Speciale Ghost” porta alla ribalta l’intero team comandato dal maggiore, e anche se in varie circostanze  Shirow, nella migliore tradizione manga, mette in evidenza il carattere e la personalita’ dei membri della sezione 9, in realta’ protagonista e’ lei Motoko Kusanagi, non un semplice cyborg, ma un essere cibernetico dotato di un “ghost”, di uno spirito, della coscienza di esistere se vogliamo, che rende Motoko e tutti i cyborg come lei simili agli esseri umani, simili, ma non uguali, ed e’proprio per questo che alla fine accetta di fondersi con l’entita’ chiamata il “Marionettista” (nel fim di Oshii il ”Signore dei pupazzi”) per diventare un essere vivente e, come lei stessa dice, “...far parte di un mondo vario e incerto allo stesso tempo...come le nuvole che fluttuano nel cielo...” 

Il manga e il film

Chi ha visto il film e letto il manga avra’ senz’altro notato notevoli differenze tra le due opere, le maggiori riguardano innanzitutto lo svolgimento della storia che, nella versione animata, e’ comprensibilmente piu’ breve e viene ripresa soltanto nelle sue linee principali, ma e’anche da sottolineare la presenza, nel manga, di venature umoristiche disperse qua e la’ che sono, invece, del tutto impensabili nel film, dove domina il profondo senso d’inquetudine di Motoko nei confronti delle sue origini e della vita stessa; e’ da segnalare infine il notevole corredo di spiegazioni e descrizioni tecniche (ridottissimo nel film) con cui Shirow arrichisce e completa questa sua splendida opera. Con quanto ho scritto fin’adesso non ho assolutamente intenzione di svalutare il capolavoro di Oshii, anzi il contrario, voglio soltanto sottolineare che, vista la diversita’ di genere che esiste tra le due opere (manga e film), e vista la diversa fruizione che necessariamente si ha delle due, e’ impossibile che non vi siano delle differenze che pero’ non necessariamente (come in questo caso) debbano sminuire un’opera rispetto all’altra, ma che anzi impreziosiscono entrambe.

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