INDICE DEGLI ARGOMENTI

  1. Perchè Dune è un deserto?
  2. Che relazione c'è tra la spezia ed i vermi ?
  3. Come fanno i Fremen a sopravvivere su Dune ?
  4. Come si domano i vermi ?
  5. Perchè la tecnologia dell' universo è così arretrata ?
  6. Perchè l'imperatore non controlla direttamente Dune ?

Perchè Dune è un deserto?

Nonostante l'assenza di precipitazioni, su Arrakis l'acqua non è assente,
com'è dimostrato del resto dalle ingenti riserve sotterranee dei Fremen.
Eppure il pianeta è quasi completamente costituito da deserti sabbiosi.
Come mai?
Secondo l'ecologo imperiale Liet-Kynes, l'origine dei deserti di Arrakis è
anche parzialmente organica: in qualche modo la sabbia è un sottoprodotto
del ciclo vitale dei vermi giganti. Lo Shaj'ulud ed il deserto hanno un
legame profondo: l'esistenza dell'uno dipende strettamente da quella
dell'altro. E' dunque la presenza stessa dei vermi ad imporre al pianeta
l'ecologia da deserto: questa è, probabilmente, anche la ragione per la
quale i Fremen si riferiscono al Verme delle Sabbie col nome di Creatore
(come recita la preghiera Fremen: "benedetto il creatore e la sua
acqua...").

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Che relazione c'è tra la spezia ed i vermi ?

Il film di Linch non chiarisce affatto questo punto, e del resto lo stesso
romanzo di Herbert lascia una zona di penombra sull'argomento. Il melange
indiscutibilmente è un prodotto organico dei vermi .
Tuttavia, sembra che sia possibile ottenerlo anche dal verme vivo. In
realtà, i vermi producono più di una sostanza: solo i gas del melange in
evaporazione sono usati per distorcere lo Spazio.
La bava che i vermi neonati secernono quando vengono affogati (Occorre
catturare un verme neonato e raccogliere acqua a sufficienza per affogarlo!
Basta questo per capire quanto dovesse essere preziosa questa sostanza.)
viene chiamata "Acqua della Vita".
Questa bava ha un potere terribile: velenosa per gli uomini, rende le
sorelle Bene Gesserit capaci di risalire indietro nei ricordi delle loro
antenate, di leggere la mente, di soggiogare la volontà altrui. Un solo
uomo può bere l'Acqua della Vita e sopravvivere: il Qwisatz Haderach. Egli
sarà in grado di raggiungere il luogo dove le Bene Gesserit non possono
penetrare, ovvero i ricordi degli antenati maschi. Inoltre, egli riuscirà a
vedere il futuro.
Infine, nel romanzo è citata anche una forma solida della spezia,
commestibile per l'uomo (Paul Atreides se ne ciba in una scena del film di
Linch).

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Come fanno i Fremen a sopravvivere su Dune ?

Parallelamente ai tuareg del Sahara, che sfruttano le oasi e le valli del
massiccio montuoso dell'Atlante, i Fremen raccolgono ingenti depositi
d'acqua nelle zone rocciose di Dune, in particolare nella regione del Polo
Sud. Ivi essi praticano l'agricoltura, la pastorizia, l'allevamento, e
sostengono una popolazione numerosa, completamente al di fuori dal
controllo imperiale. Il circolo antartico di Arrakis è un luogo misterioso
per i dominatori stranieri: gli Atreides, e prima di loro gli Arkonnen,
avevano richiesto inutilmente alla Gilda Spaziale l'uso di un satellite per
il controllo del territorio. In realtà la Gilda mantiene un accordo segreto
con i Fremen, e si è impegnata a non fornire mai agli imperiali una simile
possibilità.

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Come si domano i vermi ?

Mediante l'uso di un particolare rampone metallico, detto "Amo da
Creatore". I vermi hanno un'epidermide segmentata, ed i tessuti sottostanti
molto sensibili: conficcando il rampone alla congiunzione tra due segmenti
e lacerando la pelle del verme, i tessuti interni vengono a contatto con la
sabbia rovente del deserto. Per il verme tale contatto è doloroso, per cui
esso, istintivamente, tende ad allontanare la zona ferita dalla sabbia,
contorcendosi e ruotando sul proprio asse. Il Fremen, mantenendo la presa
sul rampone, viene così portato "a cavallo" del verme, a decine di metri
dal suolo. A questo punto, per evitare che il verme si immerga di nuovo,
l'uomo dovrà bloccare in posizione aperta gli sfiatatoi del gigantesco
animale, orifizi analoghi a quelli dei cetacei terrestri. Agendo sugli
sfiatatoi e mantenendo aperte le ferite con i ramponi, un gruppo ben
addestrato di Fremen può costringere il verme a portarlo ovunque, vera e
propria "nave del deserto".

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Perchè la tecnologia dell' universo è così arretrata ?

In stridente contrasto col futuro ipertecnologico di "Guerre Stellari" e di
altre opere SF ambientate in così remoto futuro, l'anno 10191 di Herbert è
penosamente primitivo. Primitivo sia dal punto sociale (in definitiva un
sistema feudale), sia dal punto di vista scientifico (e Linch ha reso bene
questo concetto con scenari low-tech per il suo film), privo com'è di
computer, di robot, di tecnologie futuribili.
Herbert imputa tale status-quo ad avvenimenti antecedenti le vicende del
romanzo. Sembra che, secoli prima la nascita di Paul Atreides, sia avvenuta
una sorta di crociata politico-religiosa contro le macchine. Conseguenza di
tutto ciò, nel mondo di Dune è quasi un sacrilegio servirsi di strumenti
tecnologici, e si preferisce addestrare computer umani (i Mentat),
viaggiare nello spazio per mezzo di una sorta di "magia" che nessuno
comprende, combattere con soldati in carne ed ossa, addirittura sfidarsi in
duelli all'arma bianca.

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Perchè l'imperatore non controlla direttamente Dune ?

In realtà il potere dell'imperatore Shaddam IV è più apparente che reale:
egli comanda le terribili truppe Sardaukar, ma non le potrebbe impiegare se
la Gilda Spaziale non gli fornisse le astronavi per portarle da un capo
all'altro del suo impero.
Dunque il vero potere è nelle mani dei navigatori della Gilda. Ma anche
costoro hanno un punto debole: hanno un continuo bisogno di Spezia, dalla
quale sono fortemente dipendenti. E' facile capire che, se l'imperatore
controllasse direttamente l'estrazione della Spezia, egli potrebbe
ricattare la Gilda Spaziale e liberarsi dal suo giogo.
In conclusione, i navigatori della Gilda non possono permettere che Shaddam
controlli Dune: per questo l'imperatore è costretto a servirsi dei suoi
poco fidati feudatari. E, nello stesso tempo, Shaddam deve mettere i suoi
vassalli l'uno contro l'altro, in modo che nessuno di loro diventi
abbastanza forte da minacciarlo.
Si tratta di un delicato equilibrio di poteri, magistralmente descritto da
Herbert, un sottile castello di carte che l'avvento del Qwisatz Haderach
farà crollare rovinosamente.

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